[6] Οἱ δὲ φάσκοντες ἀπὸ βαρβάρων ἄρξαι φιλοσοφίαν καὶ τὸν τρόπον παρ' ἑκάστοις αὐτῆς ἐκτίθενται˙ καί φασι τοὺς μὲν γυμνοσοφιστὰς καὶ Δρυΐδας αἰνιγματωδῶς ἀποφθεγγομένους φιλοσοφῆσαι, σέβειν θεοὺς καὶ μηδὲν κακὸν δρᾶν καὶ ἀνδρείαν ἀσκεῖν.


τοὺς γοῦν γυμνοσοφιστὰς καὶ θανάτου καταφρονεῖν φησι Κλείταρχος ἐν τῇ δωδεκάτῃ
(FGrH 137 F 6)˙ τοὺς δὲ Χαλδαίους περὶ ἀστρονομίαν καὶ πρόρρησιν ἀσχολεῖσθαι˙ τοὺς δὲ Μάγους περί τε θεραπείας θεῶν διατρίβειν καὶ θυσίας καὶ εὐχάς, ὡς αὐτοὺς μόνους ἀκουομένους. ἀποφαίνεσθαί τε περὶ οὐσίας θεῶν καὶ γενέσεως, οὓς καὶ πῦρ εἶναι καὶ γῆν καὶ ὕδωρ˙ τῶν δὲ ξοάνων καταγινώσκειν, καὶ μάλιστα τῶν λεγόντων ἄρρενας εἶναι θεοὺς καὶ θηλείας.

[6] I medesimi sostenitori dell'origine barbarica della filosofia espongono di ogni barbarica gente il particolare modo del suo filosofare; dei Gimnosofisti e dei Druidi dicono che filosofavano attraverso enigmatiche sentenze e che volevano che si onorassero gli dèi, nessun male si commettesse e si esercitasse il virile coraggio. Clitarco 20* nel dodicesimo libro attesta pure che i Gimnosofisti professavano il disprezzo della morte; che i Caldei si dedicavano all'astronomia ed alle predizioni; che i Magi attendevano al culto degli dèi ed ai sacrifici ed alle preghiere, quasi fossero i soli ad essere ascoltati dagli dèi; rinvenivano la sostanza delle cose e l'origine degli dèi nel fuoco, nella terra e nell'acqua; 21* non ammettevano gl'idoli di legno ed erano violenti avversari di quanti dicevano essere gli dèi e maschi e femmine. 22*