[55] Σόλων δὲ ὅρον ἀνθρωπίνου βίου φησὶν ἔτη ἑβδομήκοντα. Δοκεῖ δὲ καὶ κάλλιστα νομοθετῆσαι˙ ἐάν τις μὴ τρέφῃ τοὺς γονέας, ἄτιμος ἔστω˙ ἀλλὰ καὶ ὁ τὰ πατρῷα κατεδηδοκὼς ὁμοίως. καὶ ὁ ἀργὸς ὑπεύθυνος ἔστω παντὶ τῷ βουλομένῳ γράφεσθαι.


Λυσίας δ' ἐν τῷ κατὰ Νικίδου
(Thalheim or. C) Δράκοντά φησι γεγραφέναι τὸν νόμον, Σόλωνα δὲ τεθηκέναι τὸν ἡταιρηκότα εἴργειν τοῦ βήματος. συνέστειλε δὲ καὶ τὰς τιμὰς τῶν ἐν ἀγῶσιν ἀθλητῶν, Ὀλυμπιονίκῃ μὲν τάξας πεντακοσίας δραχμάς, Ἰσθμιονίκῃ δὲ ἑκατόν, καὶ ἀνὰ λόγον ἐπὶ τῶν ἄλλων˙ ἀπειρόκαλον γὰρ τὸ ἐξαίρειν τὰς τούτων τιμάς, ἀλλὰ μόνων ἐκείνων τῶν ἐν πολέμοις τελευτησάντων, ὧν καὶ τοὺς υἱοὺς δημοσίᾳ τρέφεσθαι καὶ παιδεύεσθαι.

[55] Solone dice che il termine della vita umana è settanta anni. Sembra che abbia posto bellissime leggi: chi non mantiene i genitori sia privato dei diritti politici, così pure chi abbia dissipato il patrimonio. Chiunque lo voglia chiami in giudizio l'uomo ozioso perché renda conto della sua vita.
Lisia nell'orazione Contro Nicide 161* dice che fu Dracone autore di questa legge, mentre Solone decretò che chi avesse prostituito il suo corpo fosse tenuto lontano dalla tribuna degli oratori. Ridusse anche i premi degli atleti vincitori degli agoni, stabilendo cinquecento dracme per l'olimpionico, cento per l'istmionico e così analogamente per gli altri. Non aveva alcun senso etico aumentare i premi di costoro, ma solo di quelli che erano morti in guerra, la cui prole doveva essere mantenuta ed educata a pubbliche spese.