[53] Οὔτε μόνος Ἑλλήνων τυραννίδι ἐπεθέμην, οὔτε οὐ προσῆκόν μοι, γένους ὄντι τῶν Κοδριδῶν. ἀνέλαβον γὰρ ἐγὼ ἃ ὀμόσαντες Ἀθηναῖοι παρέξειν Κόδρῳ τε καὶ τῷ ἐκείνου γένει, ἀφείλοντο. τά τε ἄλλα ἁμαρτάνω οὐδὲν ἢ περὶ θεοὺς ἢ περὶ ἀνθρώπους˙ ἀλλὰ καθότι σὺ διέθηκας τοὺς θεσμοὺς Ἀθηναίοις, ἐπιτρέπω πολιτεύειν. καὶ ἄμεινόν γε πολιτεύουσιν ἢ κατὰ δημοκρατίαν˙ ἐῶ γὰρ οὐδένα ὑβρίζειν˙ καὶ ὁ τύραννος ἐγὼ οὐ πλέον τι φέρομαι τἀξιώματος καὶ τῆς τιμῆς˙ ὁποῖα δὲ καὶ τοῖς πρόσθεν βασιλεῦσιν ἦν τὰ ῥητὰ γέρα.
ἀπάγει δὲ ἕκαστος Ἀθηναίων τοῦ αὐτοῦ κλήρου δεκάτην, οὐκ ἐμοί, ἀλλ' ὁπόθεν ἔσται ἀναλοῦν εἴς τε θυσίας δημοτελεῖς καὶ εἴ τι ἄλλο τῶν κοινῶν καὶ ἢν πόλεμος ἡμᾶς καταλάβῃ.
[53] Né unico tra i Greci instaurai la tirannide né instaurandola agii contro il diritto, poiché discendo da quel Codro, a cui gli Ateniesi un tempo rimisero con giuramento tutti i loro diritti ed il giuramento estesero ai suoi discendenti. Io ho ripreso quanto a lui successivamente fu tolto dagli stessi Ateniesi. Per il resto, non vengo meno ai miei doveri né verso gli dèi né verso gli uomini, ma il mio governo s'ispira costantemente alle leggi che tu hai poste agli Ateniesi. Il mio regime è superiore al democratico; e per quanto riguarda le prerogative e gli onori che esige la mia dignità di tiranno, essi non superano quelli che concordemente si attribuivano agli antichi re.
Ciascun ateniese toglie dai suoi prodotti la decima non per me, ma per il fondo onde si attinga per i sacrifici pubblici e altre manifestazioni comuni nonché per le spese di un'eventuale guerra.