[48] Διαλόγους τοίνυν φασὶ πρῶτον γράψαι Ζήνωνα τὸν Ἐλεάτην˙ Ἀριστοτέλης δὲ ἐν πρώτῳ Περὶ ποιητῶν (Rose 72) Ἀλεξαμενὸν Στυρέα ἢ Τήιον, ὡς καὶ Φαβωρῖνος ἐν Ἀπομνημονεύμασι (FHG III. 579). δοκεῖ δέ μοι Πλάτων ἀκριβώσας τὸ εἶδος καὶ τὰ πρωτεῖα δικαίως ἂν ὥσπερ τοῦ κάλλους οὕτω καὶ τῆς εὑρέσεως ἀποφέρεσθαι. ἔστι δὲ διάλογος 〈λόγος〉 ἐξ ἐρωτήσεως καὶ ἀποκρίσεως συγκείμενος περί τινος τῶν φιλοσοφουμένων καὶ πολιτικῶν μετὰ τῆς πρεπούσης ἠθοποιίας τῶν παραλαμβανομένων προσώπων καὶ τῆς κατὰ τὴν λέξιν κατασκευῆς. διαλεκτικὴ δ' ἐστὶ τέχνη λόγων, δι' ἧς ἀνασκευάζομέν τι ἢ κατασκευάζομεν ἐξ ἐρωτήσεως καὶ ἀποκρίσεως τῶν προσδιαλεγομένων. [48] Dicono che il primo scrittore di dialoghi sia stato Zenone di Elea, ma Aristotele nel primo libro Dei poeti 146* secondo le Memorie di Favorino, 147* afferma che fu Alessameno di Stira o di Teo. A mio avviso e a pieno diritto, il vero inventore del dialogo è Platone, che per il magistero dello stile rivendica a sé il primato così della bellezza come dell'invenzione stessa. Il dialogo è un contesto di domande e risposte intorno ad una questione filosofica o politica, con una conveniente caratterizzazione dei personaggi in esso assunti e con una espressione stilistica accurata. La dialettica è l'arte della discussione per cui si confuta o si approva una tesi per mezzo delle domande e delle risposte degli interlocutori.