[39] Ὁ δ' οὖν σοφὸς ἐτελεύτησεν ἀγῶνα θεώμενος γυμνικὸν ὑπό τε καύματος καὶ δίψους καὶ ἀσθενείας, ἤδη γηραιός. καὶ αὐτοῦ ἐπιγέγραπται τῷ μνήματι (A. Pal. VII. 84)˙

ἦ ὀλίγον τόδε σῆμα, τὸ δὲ κλέος οὐρανόμηκες,
τοῦ πολυφροντίστου τοῦτο Θάλητος ὅρη.

ἔστι καὶ παρ' ἡμῖν ἐς αὐτὸν ἐν τῷ πρώτῳ τῶν Ἐπιγραμμάτων ἢ Παμμέτρῳ τόδε τὸ ἐπίγραμμα (A. Pal. VII. 85)˙

γυμνικὸν αὖ ποτ' ἀγῶνα θεώμενον, ἠέλιε Ζεῦ,
τὸν σοφὸν ἄνδρα Θαλῆν ἥρπασας ἐκ σταδίου.
αἰνέω ὅττι μιν ἐγγὺς ἀπήγαγες˙ ἦ γὰρ ὁ πρέσβυς
οὐκέθ' ὁρᾶν ἀπὸ γῆς ἀστέρας ἠδύνατο.

[39] Nell'assistere ad un agone ginnico il sapiente Talete, ormai vecchio, morì oppresso dal caldo, dalla sete e dalla debolezza. Sul suo tumulo è stato scritto così: 133*

Ecco, questo piccolo tumulo che vedi è del saggissimo Talete, la cui gloria altissima si leva nel cielo.

V'è anche un nostro epigramma a lui dedicato nel primo degli Epigrammi o Libro di metri di ogni sorta (Πάμμετρος). Eccolo: 134*

Il saggio Talete rapisti dallo stadio, o Elio Zeus, mentre ad un ginnico agone assisteva. Ti lodo per averlo condotto vicino; ché il vecchio ormai più non poteva vedere dalla terra gli astri.