[4] Τὸν δὲ Λίνον παῖδα εἶναι Ἑρμοῦ καὶ Μούσης Οὐρανίας˙ ποιῆσαι δὲ κοσμογονίαν, ἡλίου καὶ σελήνης πορείαν, καὶ ζῴων καὶ καρπῶν γενέσεις.
τούτῳ ἀρχὴ τῶν ποιημάτων ἥδε˙


ἦν ποτέ τοι χρόνος οὗτος, ἐν ᾧ ἅμα πάντ' ἐπεφύκει.

ὅθεν λαβὼν Ἀναξαγόρας πάντα ἔφη χρήματα γεγονέναι ὁμοῦ, νοῦν δὲ ἐλθόντα αὐτὰ διακοσμῆσαι. τὸν δὲ Λίνον τελευτῆσαι ἐν Εὐβοίᾳ τοξευθέντα ὑπ' Ἀπόλλωνος, καὶ αὐτῷ ἐπιγεγράφθαι (A. Pal. VII. 616)˙

ἥδε Λίνον Θηβαῖον ἐδέξατο γαῖα θανόντα,
Μούσης Οὐρανίης υἱὸν ἐϋστεφάνου.

καὶ ὧδε μὲν ἀφ' Ἑλλήνων ἦρξε φιλοσοφία, ἧς καὶ αὐτὸ τὸ ὄνομα τὴν βάρβαρον ἀπέστραπται προσηγορίαν.

[4] Dicono che Lino 13* fu figlio di Ermes e della Musa Urania e che per primo compose un poema sulla cosmogonia, sul corso del sole e della luna e sulla nascita degli animali e delle piante.
L'inizio del suo poema è questo: 14*

Vi fu un tempo in cui tutte le cose erano nate insieme.

Di qui dipende Anassagora per il quale tutte le cose nacquero insieme fino a che venne la mente (νοῦς) a disporle in ordine. Lino - secondo la tradizione - morì in Eubea saettato da Apollo e sul suo sepolcro fu scritto: 15*

Lino Tebano morto questa 16* terra accolse, figlio della Musa Urania coronata.

E così la filosofia ebbe dai Greci il suo cominciamento: il suo stesso nome non ha nulla a vedere con una denominazione barbarica.