[36] πρὸς τὸν πυθόμενον τί πρότερον γεγόνοι, νὺξ ἢ ἡμέρα, "ἡ νύξ," ἔφη, "μιᾷ ἡμέρᾳ πρότερον." ἠρώτησέ τις αὐτὸν εἰ λάθοι θεοὺς ἄνθρωπος ἀδικῶν˙ "ἀλλ' οὐδὲ διανοούμενος," ἔφη. πρὸς τὸν μοιχὸν ἐρόμενον εἰ ὀμόσαι μὴ μεμοιχευκέναι, "οὐ χεῖρον," ἔφη, "μοιχείας ἐπιορκία."


ἐρωτηθεὶς τί δύσκολον, ἔφη, "τὸ ἑαυτὸν γνῶναι˙" τί δὲ εὔκολον, "τὸ ἄλλῳ ὑποθέσθαι˙" τί ἥδιστον, "τὸ ἐπιτυγχάνειν˙" τί τὸ θεῖον, "τὸ μήτε ἀρχὴν ἔχον μήτε τελευτήν." τί δύσκολον εἴη τεθεαμένος ἔφη, "γέροντα τύραννον." πῶς ἄν τις ἀτυχίαν ῥᾷστα φέροι, "εἰ τοὺς ἐχθροὺς χεῖρον πράσσοντας βλέποι˙" πῶς ἂν ἄριστα καὶ δικαιότατα βιώσαιμεν, "ἐὰν ἃ τοῖς ἄλλοις ἐπιτιμῶμεν, αὐτοὶ μὴ δρῶμεν˙"

[36] A chi chiedeva che cosa fosse nato prima, la notte o il giorno, «La notte» rispondeva «prima di un giorno». Gli si chiese pure se l'uomo che commette ingiustizie sfugga agli dèi. «No, neppure colui che le pensa soltanto», rispose. Ad un adultero che gli chiedeva se dovesse giurare di non aver commesso adulterio, rispondeva: «Lo spergiuro non è peggiore dell'adulterio». Interrogato che cosa fosse difficile, rispose: «Conoscere se stesso», che cosa fosse facile, «Dar consigli ad un altro», che cosa più dolce, «Ottenere quel che si desidera», che cosa fosse la divinità, «Quel che non ha principio né fine», che cosa di strano avesse mai visto, «Un tiranno vecchio», quale il modo più facile di sopportare una disgrazia, «Vedendo i nemici nel peggio», in qual modo si possa vivere una vita ottima e giustissima, «Non facendo quel che ad altri rimproveriamo».