[32] Ἄλλοι φασὶν ἡφαιστότευκτον εἶναι αὐτὸν καὶ δοθῆναι πρὸς τοῦ θεοῦ Πέλοπι γαμοῦντι˙ αὖθίς τε εἰς Μενέλαον ἐλθεῖν καὶ σὺν τῇ Ἑλένῃ ἁρπασθέντα ὑπ' Ἀλεξάνδρου ῥιφῆναι εἰς τὴν Κῴαν θάλασσαν πρὸς τῆς Λακαίνης, εἰπούσης ὅτι περιμάχητος ἔσται. χρόνῳ δὲ Λεβεδίων τινῶν αὐτόθι γρῖπον ὠνησαμένων καταληφθῆναι καὶ τὸν τρίποδα, μαχομένων δὲ πρὸς τοὺς ἁλιέας γενέσθαι τὴν ἄνοδον ἕως τῆς Κῶ˙ καὶ ὡς οὐδὲν ἤνυτον, τοῖς Μιλησίοις μητροπόλει οὔσῃ μηνύουσιν.


οἱ δ' ἐπειδὴ διαπρεσβευόμενοι ἠλογοῦντο, πρὸς τοὺς Κῴους πολεμοῦσι. καὶ πολλῶν ἑκατέρωθεν πιπτόντων ἐκπίπτει χρησμὸς δοῦναι τῷ σοφωτάτῳ˙ καὶ ἀμφότεροι συνῄνεσαν Θαλῇ. ὁ δὲ μετὰ τὴν περίοδον τῷ Διδυμεῖ τίθησιν Ἀπόλλωνι.

[32] Altri affermano che il tripode fu opera di Efesto e fu dato dal dio a Pelope, quando andò a nozze; poi pervenne a Menelao e insieme con Elena fu rapito da Alessandro e fu gettato nel mare di Coo dalla spartana, la quale disse che esso sarebbe stato oggetto di contesa. In un tempo successivo alcuni di Lebedo comprarono colà stesso una retata e fu trovato anche il tripode e vennero a contesa con i pescatori e giunsero fino a Coo: e, poiché non conclusero nulla, deferirono la contesa a Mileto che era la loro metropoli. I Milesii inviarono un'ambasceria che non fu tenuta in nessun conto dagli abitanti di Coo, sì che affidarono la soluzione della contesa alla guerra. Vi erano stati già molti morti dall'una e dall'altra parte, quando il responso dell'oracolo fu: «Si dia il tripode al più sapiente»; e gli uni e gli altri consentirono per Talete. Dopo che il tripode ebbe fatto il suo giro, Talete lo consacra ad Apollo Didimeo.