[26] ἔνιοι δὲ καὶ γῆμαι αὐτὸν καὶ Κύβισθον υἱὸν ἔχειν˙ οἱ δὲ ἄγαμον μεῖναι, τῆς δὲ ἀδελφῆς τὸν υἱὸν θέσθαι. ὅτε καὶ ἐρωτηθέντα διὰ τί οὐ τεκνοποιεῖ, διὰ φιλοτεκνίαν εἰπεῖν. καὶ λέγουσι ὅτι τῆς μητρὸς ἀναγκαζούσης αὐτὸν γῆμαι ἔλεγεν, "οὐδέπω καιρός." εἶτα, ἐπειδὴ παρήβησεν ἐγκειμένης, εἰπεῖν, "οὐκέτι καιρός." φησὶ δὲ καὶ Ἱερώνυμος ὁ Ῥόδιος ἐν τῷ δευτέρῳ τῶν Σποράδην ὑπομνημάτων (Hiller, fg. VIII) ὅτι βουλόμενος δεῖξαι ῥᾷον εἶναι πλουτεῖν, φορᾶς μελλούσης ἐλαιῶν ἔσεσθαι, προνοήσας ἐμισθώσατο τὰ ἐλαιουργεῖα καὶ πάμπλειστα συνεῖλε χρήματα. [26] Alcuni dicono che egli abbia avuto moglie ed un figlio, Cibisto; altri che sia rimasto celibe ed abbia adottato il figlio della sorella. Interrogato perché non procreasse, dicono che abbia risposto: «Per amore dei figli». Dicono pure che, incitandolo la madre a prendere moglie, abbia risposto: «Non è ancora tempo»; insistendo ancora, quando egli aveva oltrepassato la giovinezza: «Non è più tempo». 98* Nel secondo dei Commentari sparsi Ieronimo di Rodi 99* narra che Talete volendo dimostrare come fosse facile arricchire, prese a nolo i frantoi, dopo aver preveduto un abbondante raccolto di ulive, e guadagnò 100* un gran mucchio di danari.