[25] οἱ δὲ Πυθαγόραν φασίν, ὧν ἐστιν Ἀπολλόδωρος ὁ λογιστικός. οὗτος προήγαγεν ἐπὶ πλεῖστον ἅ φησι Καλλίμαχος ἐν τοῖς Ἰάμβοις Εὔφορβον εὑρεῖν τὸν Φρύγα, οἷον "σκαληνὰ καὶ τρίγωνα" (Pf. 191. 59 sq.) καὶ ὅσα γραμμικῆς ἔχεται θεωρίας. Δοκεῖ δὲ καὶ ἐν τοῖς πολιτικοῖς ἄριστα βεβουλεῦσθαι. Κροίσου γοῦν πέμψαντος πρὸς Μιλησίους ἐπὶ συμμαχίᾳ ἐκώλυσεν˙ ὅπερ Κύρου κρατήσαντος ἔσωσε τὴν πόλιν. καὶ αὐτὸς δέ φησιν, ὡς Ἡρακλείδης ἱστορεῖ (Wehrli VII, fg. 45), μονήρη αὑτὸν γεγονέναι καὶ ἰδιαστήν. [25] Altri invece, fra cui Apollodoro, il teorico del calcolo, dicono che fu Pitagora, 94*il quale sviluppò fino alla massima possibilità le scoperte che Callimaco 95* nei Giambi attribuisce al frigio Euforbo, quali «gli scaleni e il triangolo» e quanto fa parte della scienza delle linee. Pare che nei pubblici affari si sia imposto con l'eccellenza delle sue decisioni. Egli impedì che i Milesii stringessero l'alleanza richiesta da Creso: fu questo fatto che salvò la città quando Ciro ottenne con la vittoria il predominio. Egli stesso 96* afferma - come narra Eraclide 97* - che visse in remota solitudine lontano dalla vita politica.