LIBER I

ΠΡΟΟΙΜΙΟΝ

[1] Τὸ τῆς φιλοσοφίας ἔργον ἔνιοί φασιν ἀπὸ βαρβάρων ἄρξαι. γεγενῆσθαι γὰρ παρὰ μὲν Πέρσαις Μάγους, παρὰ δὲ Βαβυλωνίοις ἢ Ἀσσυρίοις Χαλδαίους, καὶ γυμνοσοφιστὰς παρ' Ἰνδοῖς, παρά τε Κελτοῖς καὶ Γαλάταις τοὺς καλουμένους Δρυΐδας καὶ Σεμνοθέους, καθά φησιν Ἀριστοτέλης ἐν τῷ Μαγικῷ (Rose 35) καὶ Σωτίων ἐν τῷ εἰκοστῷ τρίτῳ τῆς Διαδοχῆς. Φοίνικά τε γενέσθαι Ὦχον, καὶ Θρᾷκα Ζάμολξιν, καὶ Λίβυν Ἄτλαντα. Αἰγύπτιοι μὲν γὰρ Νείλου γενέσθαι παῖδα Ἥφαιστον, ὃν ἄρξαι φιλοσοφίας, ἧς τοὺς προεστῶτας ἱερέας εἶναι καὶ προφήτας.

LIBRO I

PROEMIO

[1] Affermano alcuni che la ricerca filosofica abbia avuto inizio dai barbari. Ed infatti Aristotele nel libro Magico 1* e Sozione nel libro ventitreesimo della Successione dei filosofi dicono che gli iniziatori furono i Magi presso i Persiani 2* i Caldei presso i Babilonesi e gli Assiri, e i Gimnosofisti presso gl'Indiani, i così detti Druidi e Semnotei 3* presso i Celti ed i Galli. E che inoltre nella Fenicia nacque Oco, 4* nella Tracia Zamolsi e nella Libia Atlante. Gli Egizi dal canto loro sostengono che sia stato Efesto, figlio di Nilo, a dare inizio alla filosofia, che fu in modo preminente coltivata dai sacerdoti e dai profeti;