22 A 12. AËT. II 20, 16 [Dox. 351]. Eraclito sostiene che il sole è una massa infuocata intelligente che sorge dal mare. AËT. II 22, 2 [Dox. 352]. A forma di catino, curvo. AËT. II 24, 3 [Dox. 354]. (L'eclissi si produce) per il ruotare della cavità a forma di catino, in modo tale che la parte concava è verso l'alto e la parte convessa verso il basso rispetto ai nostri occhi. AËT. II 27, 2 [Dox. 358]. Eraclito dice che la luna è a forma di catino. AËT. II 28, 6 [Dox. 359]. La stessa cosa accade per il sole e per la luna. Gli astri infatti hanno una figura a forma di catino e, ricevendo i raggi che provengono dalle esalazioni dell'umido, risplendono alla vista. Il sole è tuttavia più splendente, perché si muove in una regione aerea più limpida, mentre la luna si muove in una regione più torbida e per questo appare più scura.
AËT. II 29, 3 [Dox. 359]. Eraclito ... sostiene che (le eclissi della luna) sono dovute alla rotazione della sua cavità a forma di catino e alle sue inclinazioni.
22 A 12. AËT. II 20, 16 (D. 351) Ἡ. ... ἄναμμα νοερὸν τὸ ἐκ θαλάττης εἶναι τὸν ἥλιον. AËT. II 22, 2 (D. 352) σκαφοειδῆ, ὑπόκυρτον. AËT. II 24, 3 (D. 354) (γίνεσθαι τὴν ἔκλειψιν) κατὰ τὴν τοῦ σκαφοειδοῦς στροφήν, ὥστε τὸ μὲν κοῖλον ἄνω γίγνεσθαι, [I 146. 30] τὸ δὲ κυρτὸν κάτω πρὸς τὴν ἡμετέραν ὄψιν. AËT. II 27, 2 (D. 358) Ἡ. σκαφοειδῆ (τὴν σελήνην). AËT. II 28, 6 (D. 359) Ἡ. ταὐτὸν πεπονθέναι τὸν ἥλιον καὶ τὴν σελήνην. σκαφοειδεῖς γὰρ ὄντας τοῖς σχήμασι τοὺς ἀστέρας, δεχομένους τὰς ἀπὸ τῆς ὑγρᾶς ἀναθυμιάσεως αὐγάς, φωτίζεσθαι πρὸς τὴν φαντασίαν, λαμπρότερον μὲν τὸν ἥλιον˙ ἐν καθαρωτέρωι γὰρ ἀέρι φέρεσθαι˙ τὴν δὲ σελήνην ἐν θολωτέρωι˙ διὰ τοῦτο καὶ [I 146. 35 App.] ἀμαυροτέραν φαίνεσθαι. AËT. II 29, 3 Ἡ. ... (ἐκλείπειν τὴν σελήνην) κατὰ τὴν τοῦ σκαφοειδοῦς στροφὴν καὶ τὰς περικλίσεις.