22 A 10. PLAT. soph. 242 D. Certe Muse ... ioniche ... e siciliane [Eraclito ed Empedocle] pensarono che ... la cosa più sicura ... fosse dire che la realtà è molteplice e una, e che è tenuta insieme dall'amicizia e dalla contesa. «Pur discordante infatti sempre concorda», dicono le più severe di queste Muse [B 10], mentre le più arrendevoli concedono bensì che le cose stanno sempre così, ma affermano poi che, di volta in volta, il tutto ora è uno e pervaso di amicizia ad opera di Afrodite, ora è molteplice e intrinsecamente discorde ad opera della Contesa [31 B 17]. ARISTOT. de cael. A 10. 279 b 12. Tutti sono concordi nel sostenere che il cielo è generato, ma mentre secondo alcuni è eterno, secondo altri è corruttibile come qualsiasi altra cosa che risulta da una composizione naturale; altri ancora, come Empedocle agrigentino ed Eraclito efesio, sostengono che, corrompendosi, si trova vicendevolmente ora in uno stato ora in un altro e che questo processo continua eternamente così. ARISTOT. phys. Γ 5. 205 a 3.Come dice Eraclito, il quale sostiene che, ad un certo momento, tutte le cose diventano fuoco. SIMPLIC. de cael. 94, 4. Anche Eraclito dice che talvolta il cosmo s'incendia e talvolta si ricostituisce dal fuoco secondo determinati periodi di tempo, laddove scrive: «A misura incendiandosi, a misura spegnendosi» [B 30]. Di questa opinione furono in seguito anche gli Stoici [cfr. B 31]. AËT. II 1, 2 [Dox. 327]. Secondo Eraclito il cosmo è uno. AËT. II 4,3 [Dox. 331]. Eraclito dice che l'universo è generato non secondo il tempo, ma secondo un disegno intelligente. AËT. II 11, 4 [Dox. 340]. Parmenide ed Eraclito sostenevano che il cielo è di natura ignea11*. 22 A 10. PLAT. Soph. 242 D Ἰάδες .. καὶ Σικελικαί τινες .. Μοῦσαι [Heraklit und Empedokles] ξυνενόησαν, ὅτι .. ἀσφαλέστατον ... λέγειν, ὡς τὸ ὂν πολλά τε καὶ ἕν ἐστιν, ἔχθραι δὲ καὶ φιλίαι συνέχεται. "διαφερόμενον γὰρ ἀεὶ ξυμφέρεται", [I 146. 10] φασὶν αἱ συντονώτεραι τῶν Μουσῶν [B 10], αἱ δὲ μαλακώτεραι τὸ μὲν ἀεὶ ταῦθ' οὕτως ἔχειν ἐχάλασαν, ἐν μέρει δὲ τοτὲ μὲν ἓν εἶναί φασι τὸ πᾶν καὶ φίλον ὑπ' Ἀφροδίτης, τοτὲ δὲ πολλὰ καὶ πολέμιον αὐτὸ αὑτῶι διὰ Νεῖκός τι [31 B 17]. - ARIST. de caelo A 10. 279b 12 γενόμενον μὲν οὖν ἅπαντες εἶναί φασιν [nämlich τὸν οὐρανόν], ἀλλὰ γενόμενον οἱ μὲν ἀίδιον, οἱ δὲ φθαρτὸν ὥσπερ ὁτιοῦν ἄλλο τῶν [I 146. 15 App.] φύσει συνισταμένων, οἱ δὲ ἐναλλὰξ ὁτὲ μὲν οὕτως ὁτὲ δὲ ἄλλως ἔχειν φθειρόμενον καὶ τοῦτο ἀεὶ διατελεῖν οὕτως, ὥσπερ Ἐμπεδοκλῆς ὁ Ἀκραγαντῖνος καὶ Ἡ. ὁ Ἐφέσιος. ARIST. Phys. Γ 5. 205a 3 ὥσπερ Ἡ. φησιν ἅπαντα γίνεσθαί ποτε πῦρ. SIMPLIC. de cael. 94, 4 Heib. καὶ Ἡ. δὲ ποτὲ μὲν ἐκπυροῦσθαι λέγει τὸν κόσμον, ποτὲ δὲ ἐκ τοῦ πυρὸς συνίστασθαι πάλιν αὐτὸν κατά τινας χρόνου περιόδους ἐν [I 146. 20 App.] οἷς φησι "μέτρα ἁπτόμενος καὶ μέτρα σβεννύμενος" [B 30]. ταύτης δὲ τῆς δόξης ὕστερον ἐγένοντο καὶ οἱ Στωικοί. Vgl. B 31 AËT. II 1. 2 (D. 327) Ἡ. ... ἕνα τὸν κόσμον. AËT. II 4, 3 (D. 331) Ἡ. οὐ κατὰ χρόνον εἶναι γενητὸν τὸν κόσμον, ἀλλὰ κατ' ἐπίνοιαν. AËT. II 11, 4 (D. 340) Παρμενίδης Ἡ. ... πύρινον εἶναι τὸν οὐρανόν.