DOTTRINA

[Cfr. A 1 §§ 7-8, 11]

22 A 5. ARISTOT. metaph. A 3. 984 a 7 [cfr. 18, 7]. SIMPLIC. phys. 23, 33 [da THEOPHR. phys. opin. fr. 1; Dox. 475]. Anche Ippaso di Metaponto ed Eraclito di Efeso sostengono che unico è il principio, in moto e limitato, ma questo principio lo identificano con il fuoco; dal fuoco fanno derivare, per condensazione e rarefazione, tutte le cose che sono e nel fuoco tutte le risolvono, poiché questa è l'unica natura che costituisce il sostrato. Tutte le cose, dice Eraclito, sono trasformazioni del fuoco e introduce anche un certo ordine e un tempo definito del mutamento del cosmo, secondo una necessità fatale. AËT. I 3, 11 [Dox. 283]. Eraclito e Ippaso di Metaponto sostengono che principio di tutte le cose è il fuoco ed affermano che dal fuoco nascono tutte le cose e che nel fuoco tutte hanno fine. Man mano che il fuoco si viene estinguendo si forma l'intero cosmo: dapprima, infatti, la parte più densa del fuoco si raccoglie in se stessa e nasce la terra; in seguito la terra si scioglie ad opera del fuoco e naturalmente si produce l'acqua, che evaporando dà luogo all'aria. Di nuovo, alla fine, il cosmo e tutti i corpi sono dissolti dal fuoco nell'incendio universale [cfr. AËT. I 5, 5 cap. 18, 7]. GALEN. de el. sec. Hipp. I 4 [I 443 Kühn]. Alcuni poi inferiscono che il fuoco è l'elemento primordiale sostenendo che esso, quando si addensa e si condensa, diventa aria; quando subisce questo processo in misura più accentuata e si inspessisce ancora di più, diventa acqua; e infine, quando si condensa al massimo, dà luogo alla terra7*.

LEHRE
Vgl. die Auszüge aus Theophrasts Φυσικῶν δόξαι A 1, 7 (mittelbar) und 8-11 (unmittelbar).

22 A 5. ARIST. Metaph. A 3. 984a 7 [I 145. 10] [s. c. 18, 7 I 109, 5]. SIMPLIC. Phys. 23, 33 [aus THEOPHR. Phys. Opin. fr. 1, D. 475] Ἵππασος δὲ ὁ Μεταποντῖνος [c. 18, 7] καὶ Ἡ. ὁ Ἐφέσιος ἓν καὶ οὗτοι καὶ κινούμενον καὶ πεπερασμένον, ἀλλὰ πῦρ ἐποίησαν τὴν ἀρχήν, καὶ ἐκ πυρὸς ποιοῦσι τὰ ὄντα πυκνώσει καὶ μανώσει καὶ διαλύουσι πάλιν εἰς πῦρ, ὡς ταύτης μιᾶς οὔσης φύσεως τῆς ὑποκειμένης˙ πυρὸς γὰρ ἀμοιβὴν εἶναί [I 145. 15 App.] φησιν Ἡ. πάντα. ποιεῖ δὲ καὶ τάξιν τινὰ καὶ χρόνον ὡρισμένον τῆς τοῦ κόσμου μεταβολῆς κατά τινα εἱμαρμένην ἀνάγκην. AËT. I 3, 11 (D. 283) Ἡ. καὶ Ἵππασος ὁ Μεταποντῖνος ἀρχὴν τῶν ἁπάντων τὸ πῦρ. ἐκ πυρὸς γὰρ τὰ πάντα γίνεσθαι καὶ εἰς πῦρ πάντα τελευτᾶν λέγουσι. τούτου δὲ κατασβεννυμένου κοσμοποιεῖσθαι τὰ πάντα˙ πρῶτον μὲν γὰρ τὸ παχυμερέστατον αὐτοῦ εἰς αὑτὸ συστελλόμενον γῆ [I 145. 20 App.] γίγνεται, ἔπειτα ἀναχαλωμένην τὴν γῆν ὑπὸ τοῦ πυρὸς φύσει ὕδωρ ἀποτελεῖσθαι, ἀναθυμιώμενον δὲ ἀέρα γίγνεσθαι. πάλιν δὲ τὸν κόσμον καὶ τὰ σώματα πάντα ὑπὸ τοῦ πυρὸς ἀναλοῦσθαι ἐν τῆι ἐκπυρώσει. Vgl. 5, 5 I 109, 10. GAL. de elem. sec. Hipp. I 4 [I 443 K. 23, 1 Helmr.] οἵ τε τὸ πῦρ [nämlich στοιχεῖον εἰπόντες] ὡσαύτως ἐκ τοῦ συνιὸν μὲν καὶ πυκνούμενον ἀέρα γίγνεσθαι, παθὸν δ' ἔτι [I 145. 25 App.] μᾶλλον τοῦτο καὶ σφοδρότερον πιληθὲν ὕδωρ, ἐπὶ πλεῖστον δὲ πυκνωθὲν γῆν ἀποτελεῖσθαι, συλλογίζονται καὶ αὐτοὶ τοῦτ' εἶναι τὸ στοιχεῖον.