[17] Τῶν δὲ φιλοσόφων οἱ μὲν ἀπὸ πόλεων προσηγορεύθησαν, ὡς οἱ Ἠλιακοὶ καὶ Μεγαρικοὶ καὶ Ἐρετρικοὶ καὶ Κυρηναϊκοί˙ οἱ δὲ ἀπὸ τόπων, ὡς οἱ Ἀκαδημαϊκοὶ καὶ Στωϊκοί. καὶ ἀπὸ συμπτωμάτων δέ, ὡς οἱ Περιπατητικοί, καὶ ἀπὸ σκωμμάτων, ὡς οἱ Κυνικοί˙ οἱ δὲ ἀπὸ διαθέσεων, ὡς οἱ Εὐδαιμονικοί˙ τινὲς ἀπὸ οἰήσεως, ὡς οἱ Φιλαλήθεις καὶ Ἐλεγκτικοὶ καὶ Ἀναλογητικοί˙ ἔνιοι δ' ἀπὸ τῶν διδασκάλων, ὡς οἱ Σωκρατικοὶ καὶ Ἐπικούρειοι, καὶ τὰ ὅμοια˙

καὶ οἱ μὲν ἀπὸ τῆς περὶ φύσιν πραγματείας φυσικοί˙ οἱ δ' ἀπὸ τῆς περὶ τὰ ἤθη σχολῆς ἠθικοί˙ διαλεκτικοὶ δὲ ὅσοι περὶ τὴν τῶν λόγων τερθρείαν καταγίνονται.
[17] Alcuni filosofi furono soprannominati dalle città come gli Eliaci e i Megarici 58* e gli Eretrici ed i Cirenaici, 59* altri dai luoghi, come gli Academici e gli Stoici; altri da speciali circostanze, come i Peripatetici, altri da motteggi, come i Cinici; altri da particolari disposizioni, come gli Eudemonici; altri da una particolare presunzione, come gli Amanti della verità (Φιλαλήθεις), gli Amanti della confutazione ( Ἐλεγκτικοί), e gli Amanti dell'analogia ( Ἀναλογητικοί); alcuni dai maestri, come i Socratici e gli Epicurei, e simili.
Quanti si sono dedicati all'indagine naturalistica sono detti fisici; quanti hanno atteso all'etica, etici; dialettici quelli che si occupano dell'elaborazione sofisticata dei concetti.