22 A 3 b. THEMIST. π. ἁρετῆς p. 40 [trad. dal siriaco in tedesco in «Rhein. Mus.», XXVII, 1872, pp. 456 sgg.]. Gli Efesi avevano l'abitudine ad una vita lussuosa e di piaceri; ma contro di essi si scatenò una guerra ed i Persiani circondarono ed assediarono la città. Essi però continuarono nella loro vita di piaceri secondo la loro abitudine. Tuttavia cominciarono a scarseggiare nella città i mezzi di sostentamento. Quando la fame cominciò a gravare fortemente su di loro, i cittadini si radunarono per consigliarsi sul da fare, in modo che non venissero a mancare i mezzi di sostentamento; nessuno però aveva il coraggio di proporre che limitassero i loro lussi. Mentre essi erano tutti radunati, un uomo di nome Eraclito prese dell'orzo tritato, lo mescolò con dell'acqua e lo mangiò stando seduto in mezzo a loro, e questa fu una lezione silenziosa per tutto il popolo. La storia narra che gli Efesi capirono immediatamente il rimprovero, senza che ne occorressero altri, ma se ne andarono, avendo visto nei fatti che essi dovevano limitare i loro lussi, perché i viveri non mancassero. Allorché, però, i nemici vennero a sapere che essi avevano imparato a vivere in modo più misurato e che uniformavano i loro pasti al consiglio di Eraclito, si allontanarono dalla città, e, benché fossero vincitori con le armi, tolsero il campo davanti all'orzo di Eraclito. PLUTARCH. de garr. 17 p. 511 B. Non meritano lode e ammirazione in modo tutto particolare coloro che esprimono ciò che si deve fare per simboli, senza ricorrere alla parola? Come Eraclito, il quale, chiedendogli i concittadini di esprimere la sua opinione sulla concordia, salito sul palco, prese una tazza di acqua fredda, vi versò dell'orzo, e, dopo aver mescolato con un'erba odorosa, la bevve e ridiscese, mostrando così ad essi che la città si mantiene nella concordia e nella pace con l'accontentarsi di ciò che ci capita di avere e senza aver bisogno di cose lussuose. 22 A 3b. THEMIST. π. ἁρετῆς p. 40 [Rh. Mus. 27, 1872, 456 f.] [I 144. 1 App.] Die Ephesier waren an Wohlleben und Vergnügen gewöhnt, als aber gegen sie Krieg sich erhob, versetzte eine Umschließung der Perser ihre Stadt in Belagerung. Sie aber vergnügten sich auch so nach ihrer Gewohnheit. Es [I 144. 5] fingen aber die Lebensmittel an in der Stadt zu mangeln. Als der Hunger stark auf ihnen lastete, versammelten sich die Städter, um zu beraten was zu tun sei, daß der Lebensunterhalt nicht fehle; aber zu raten, daß sie ihr Wohlleben einschränken müßten, wagte keiner. Als sie darüber alle versammelt waren, nahm ein Mann namens H. Gerstengrütze, mischte [I 144. 10] sie mit Wasser und aß sie unter ihnen sitzend, und dies war eine stillschweigende Lehre dem ganzen Volk. Es sagt die Geschichte, daß die Ephesier sofort ihre Zurechtweisung merkten und keiner anderen Zurechtweisung bedurften, sondern fortgingen, indem sie tatsächlich gesehen hatten, daß sie etwas am Wohlleben mindern müßten, damit die [I 144. 15] Speise nicht abnehme. Als aber ihre Feinde hörten, daß sie gelernt hätten, ordnungsmäßig zu leben, und die Mahlzeit nach des Herakleitos Rate hielten, brachen sie von der Stadt auf, und während sie Sieger waren durch die Waffen, räumten sie das Feld vor der Grütze des Herakleitos. PLUT. de garr. 17 p. 511B οἱ δὲ συμβολικῶς ἄνευ φωνῆς ἃ δεῖ φράζοντες οὐκ ἐπαινοῦνται [I 144. 20 App.] καὶ θαυμάζονται διαφερόντως; ὡς Ἡ. ἀξιούντων αὐτὸν τῶν πολιτῶν γνώμην τιν' εἰπεῖν περὶ ὁμονοίας, ἀναβὰς ἐπὶ τὸ βῆμα καὶ λαβὼν ψυχροῦ κύλικα καὶ τῶν ἀλφίτων ἐπιπάσας καὶ τῶι γλήχωνι κινήσας ἐκπιὼν ἀπῆλθεν, ἐνδειξάμενος αὐτοῖς, ὅτι τὸ τοῖς τυχοῦσιν ἀρκεῖσθαι καὶ μὴ δεῖσθαι τῶν πολυτελῶν ἐν εἰρήνηι καὶ ὁμονοίαι διατηρεῖ τὰς πόλεις. Vgl. Schol. Hom. BT z. K 149.
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[I 144. 25] Römische Münzen von Ephesos zeigen im Rs. mit der Umschrift ΗΡΑΚΛΕΙΤΟΣΕΦΕΣΙΩΝ den Philosophen stehend, bärtig, nach links blickend und die Rechte zum Reden erhebend (vgl. die Titelvignette zu Band II und die Erklärung dazu). Danach wollte G. Lippold Mitt. d. Ath. Inst. 36 (1911) 153 in einer Marmorstatue aus Gortyn (Candia, Museum) ein Abbild [I 144. 30 App.] der ephes. Statue erkennen.