[114] Καὶ οὗτος μὲν ὧδε. φησὶ δὲ Δημήτριός τινας ἱστορεῖν ὡς λάβοι παρὰ Νυμφῶν ἔδεσμά τι καὶ φυλάττοι ἐν χηλῇ βοός˙ προσφερόμενός τε κατ' ὀλίγον μηδεμιᾷ κενοῦσθαι ἀποκρίσει μηδὲ ὀφθῆναί ποτε ἐσθίων. μέμνηται αὐτοῦ καὶ Τίμαιος ἐν τῇ δευτέρᾳ (FGrH 566 F 4).

λέγουσι δέ τινες ὅτι Κρῆτες αὐτῷ θύουσιν ὡς θεῷ˙ φασὶ γὰρ καὶ 〈προ〉γνωστικότατον γεγονέναι.

ἰδόντα γοῦν τὴν Μουνιχίαν παρ' Ἀθηναίοις ἀγνοεῖν φάναι αὐτοὺς ὅσων κακῶν αἴτιον ἔσται τοῦτο τὸ χωρίον αὐτοῖς˙ ἐπεὶ κἂν τοῖς ὀδοῦσιν αὐτὸ διαφορῆσαι˙ ταῦτα ἔλεγε τοσούτοις πρότερον χρόνοις. λέγεται δὲ ὡς καὶ πρῶτος αὐτὸν Αἰακὸν λέγοι, καὶ Λακεδαιμονίοις προείποι τὴν ὑπ' Ἀρκάδων ἅλωσιν προσποιηθῆναί τε πολλάκις ἀναβεβιωκέναι.

[114] Così Epimenide a Solone. Dice Demetrio che alcuni riferiscono che egli ebbe dalle Ninfe un cibo e lo custodì nello zoccolo di un bue; ne attingeva poco alla volta, e non evacuava mai in nessun modo né fu mai visto mangiare. Si ricorda di lui anche Timeo 298* nel suo secondo libro.
Dicono alcuni che i Cretesi sacrificano a lui, come a un dio; si tramanda infatti anche che egli fu espertissimo nell'arte divinatoria. 299*
Visto il colle di Munichia in Atene, disse che gli Ateniesi ignoravano di quanti mali sarebbe stato loro causa quel piccolo luogo e che se l'avessero saputo l'avrebbero tolto via con i denti. Queste cose egli diceva tanti anni prima. Si dice che fu il primo a chiamarsi Eaco, e che predisse agli Spartani la conquista da parte degli Arcadi, e che finse di essere resuscitato più di una volta.