[11] τὸν κόσμον γενητὸν καὶ φθαρτὸν καὶ σφαιροειδῆ˙ τοὺς ἀστέρας πῦρ εἶναι, καὶ τῇ τούτων κράσει τὰ ἐπὶ γῆς γίνεσθαι˙ σελήνην ἐκλείπειν εἰς τὸ σκίασμα τῆς γῆς ἐμπίπτουσαν˙ τὴν ψυχὴν καὶ ἐπιδιαμένειν καὶ μετεμβαίνειν˙ ὑετοὺς κατὰ ἀέρος τροπὴν ἀποτελεῖσθαι˙ τά τε ἄλλα φυσιολογεῖν, ὡς Ἑκαταῖός τε καὶ Ἀρισταγόρας (FGrH 608 F 5) ἱστοροῦσιν.

ἔθεσαν δὲ καὶ νόμους ὑπὲρ δικαιοσύνης, οὓς εἰς Ἑρμῆν ἀνήνεγκαν˙ καὶ τὰ εὔχρηστα τῶν ζῴων θεοὺς ἐδόξαζον. λέγουσι δὲ καὶ ὡς αὐτοὶ γεωμετρίαν τε καὶ ἀστρολογίαν καὶ ἀριθμητικὴν ἀνεῦρον. καὶ τὰ μὲν περὶ τῆς εὑρέσεως ὧδε ἔχει.
[11] Essi credono che il mondo sia generato e corruttibile e di forma sferica; che gli astri siano fuoco e che con il loro temperato calore crescano tutte le cose che sono sulla terra; che la luna s'eclissi, se incide nell'ombra della terra; che l'anima persista oltre la morte e trapassi in altro corpo; che le piogge avvengano per cambiamenti atmosferici, e dànno un'interpretazione naturalistica degli altri fenomeni, come riferiscono Ecateo ed Aristagora. 38* Posero leggi sulla giustizia che attribuirono ad Ermes e ritennero esseri divini quanti degli animali sono molto utili. Affermano di essere stati gli inventori della geometria, dell'astrologia e dell'aritmetica.