Κεφ. ι'.

ΕΠΙΜΕΝΙΔΗΣ

[109] Ἐπιμενίδης, καθά φησι Θεόπομπος (FGrH 115 F 67a) καὶ ἄλλοι συχνοί, πατρὸς μὲν ἦν Φαιστίου, οἱ δὲ Δωσιάδα, οἱ δὲ Ἀγησάρχου. Κρὴς τὸ γένος ἀπὸ Κνωσοῦ, καθέσει τῆς κόμης τὸ εἶδος παραλλάσσων. οὗτός ποτε πεμφθεὶς παρὰ τοῦ πατρὸς εἰς ἀγρὸν ἐπὶ πρόβατον, τῆς ὁδοῦ κατὰ μεσημβρίαν ἐκκλίνας ὑπ' ἄντρῳ τινὶ κατεκοιμήθη ἑπτὰ καὶ πεντήκοντα ἔτη. διαναστὰς δὲ μετὰ ταῦτα ἐζήτει τὸ πρόβατον, νομίζων ἐπ' ὀλίγον κεκοιμῆσθαι. ὡς δὲ οὐχ εὕρισκε, παρεγένετο εἰς τὸν ἀγρόν, καὶ μετεσκευασμένα πάντα καταλαβὼν καὶ παρ' ἑτέρῳ τὴν κτῆσιν, πάλιν ἧκεν εἰς ἄστυ διαπορούμενος. κἀκεῖ δὲ εἰς τὴν ἑαυτοῦ εἰσιὼν οἰκίαν περιέτυχε τοῖς πυνθανομένοις τίς εἴη, ἕως τὸν νεώτερον ἀδελφὸν εὑρὼν τότε ἤδη γέροντα ὄντα, πᾶσαν ἔμαθε παρ' ἐκείνου τὴν ἀλήθειαν.

Capitolo X

EPIMENIDE

[109] Teopompo 287* e parecchi altri riferiscono che padre di Epimenide fu Festio, altri Dosiade, altri ancora Agesarco. Cretese di stirpe, da Cnosso, portava i capelli lunghi contro la consuetudine locale. Epimenide fu una volta mandato dal padre in campagna a cercare una pecora, ma verso mezzogiorno deviò dal cammino e s'addormentò sotto un antro per cinquantasette anni. Svegliatosi, dopo, cercava la pecora, credendo di aver dormito per poco tempo. Poiché non la trovava, si diresse al campo, che trovò però tutto cambiato ed in possesso di un altro, per cui fece ritorno in città, in preda al dubbio ed all'incertezza. Ivi giunto entrò nella sua casa, ma quelli in cui s'imbatté gli domandarono chi fosse; alla fine trovò il fratello minore, allora già vecchio, dal quale apprese tutta la verità.