Κεφ. θ'.

ΜΥΣΩΝ

[106] Μύσων Στρύμωνος, ὥς φησι Σωσικράτης (FHG IV. 502) Ἕρμιππον (FHG III. 39) παρατιθέμενος, τὸ γένος Χηνεύς, ἀπὸ κώμης τινὸς Οἰταϊκῆς ἢ Λακωνικῆς, σὺν τοῖς ἑπτὰ καταριθμεῖται. φασὶ δὲ αὐτὸν καὶ τυράννου πατρὸς εἶναι. λέγεται δὴ πρός τινος Ἀναχάρσιδος πυνθανομένου εἴ τις αὐτοῦ σοφώτερος εἴη, τὴν Πυθίαν ἀνειπεῖν ἅπερ προείρηται ἐν τῷ Θαλοῦ βίῳ ὑπὲρ Χίλωνος.


Οἰταῖον τινά φημι Μύσωνα ἐν Χηνὶ γενέσθαι
σοῦ μᾶλλον πραπίδεσσιν ἀρηρότα πευκαλίμῃσι.

πολυπραγμονήσαντα δὲ ἐλθεῖν εἰς τὴν κώμην καὶ εὑρεῖν αὐτὸν θέρους ἐχέτλην ἀρότρῳ προσαρμόττοντα, καὶ εἰπεῖν, "ἀλλ', ὦ Μύσων, οὐχ ὥρα νῦν ἀρότρου." "καὶ μάλα," εἶπεν, "ὥστε ἐπισκευάζειν."

Capitolo IX

MISONE

[106] Misone, figlio di Strimone, come dice Sosicrate 275* sull'autorità di Ermippo, 276* nacque a Chene, un villaggio del distretto di Eta o della Laconia. È annoverato tra i Sette Sapienti. Dicono che suo padre sia stato un tiranno. 277* Si tramanda da parte di qualcuno 278* che quando Anacarsi chiese se ci fosse altri più saggio di lui, la Pitia diede il responso che noi più su abbiamo riportato nella Vita di Talete, 279* con riferimento a Chilone: 280*

Uno di Eta, io dico, Misone nato in Chene che più di te ha la mente fissa alla saggezza.

Il sollecito indagatore, Anacarsi, venne al villaggio, e trovò Misone che d'estate adattava la stiva all'aratro, e disse: «Ma, o Misone, non è questo il tempo dell'aratro». Gli rispose: «Ma ora sì, che è tempo di approntarlo».