[103] ἐς Σκυθίην Ἀνάχαρσις ὅτ' ἤλυθε, πολλὰ πλανηθεὶς
πάντας ἔπειθε βιοῦν ἤθεσιν Ἑλλαδικοῖς.
τὸν δ' ἔτι μῦθον ἄκραντον ἐνὶ στομάτεσσιν ἔχοντα
πτηνὸς ἐς ἀθανάτους ἥρπασεν ὦκα δόναξ.

Οὗτος τὴν ἄμπελον εἶπε τρεῖς φέρειν βότρυς˙ τὸν πρῶτον ἡδονῆς˙ τὸν δεύτερον μέθης˙ τὸν τρίτον ἀηδίας. θαυμάζειν δὲ ἔφη πῶς παρὰ τοῖς Ἕλλησιν ἀγωνίζονται μὲν οἱ τεχνῖται, κρίνουσι δὲ οἱ μὴ τεχνῖται. ἐρωτηθεὶς πῶς οὐκ ἂν γένοιτό τις φιλοπότης, "εἰ πρὸ ὀφθαλμῶν," εἶπεν, "ἔχοι τὰς τῶν μεθυόντων ἀσχημοσύνας." θαυμάζειν τε ἔλεγε πῶς οἱ Ἕλληνες νομοθετοῦντες κατὰ τῶν ὑβριζόντων, τοὺς ἀθλητὰς τιμῶσιν ἐπὶ τῷ τύπτειν ἀλλήλους. μαθὼν τέτταρας δακτύλους εἶναι τὸ πάχος τῆς νεώς, ἀλλήλους. μαθὼν τέτταρας δακτύλους εἶναι τὸ πάχος τῆς νεώς, τοσοῦτον ἔφη τοῦ θανάτου τοὺς πλέοντας ἀπέχειν.

[103] Anacarsi alla Scizia tornato, dopo molto errare, induceva tutti a vivere secondo i costumi di Grecia. Ancora incompiuta aveva la parola sulla bocca che un'alata saetta, veloce, lo rapì tra gli immortali.


Egli disse che la vite produce tre grappoli: il primo del piacere, il secondo dell'ubriachezza, il terzo del disgusto. Esprimeva la sua meraviglia per il fatto che in Grecia gli artisti partecipano agli agoni e coloro che artisti non sono giudicano. Interrogato quale fosse il modo per odiare il vino, rispose: «Avere innanzi agli occhi le intemperanze degli ubriachi». Un altro motivo di meraviglia riguardante i Greci era questo: che mentre fanno leggi per punire la violenza, onorano gli atleti perché si battono l'un con l'altro. Dopo aver appreso che lo spessore di una nave era di quattro dita, disse che tanto erano lontani dalla morte i passeggeri.