[97] πλούτου καὶ σοφίης πρύτανιν πατρὶς ἥδε Κόρινθος
κόλποις ἀγχιάλοις γῆ Περίανδρον ἔχει.

ἔστι καὶ ἡμῶν (A. Pal. VII. 620)˙

μή ποτε λυπήσῃ σε τὸ μή σε τυχεῖν τινος˙ ἀλλὰ
τέρπεο πᾶσιν ὁμῶς οἷσι δίδωσι θεός.
καὶ γὰρ ἀθυμήσας ὁ σοφὸς Περίανδρος ἀπέσβη,
οὕνεκεν οὐκ ἔτυχεν πρήξιος ἧς ἔθελεν.

Τούτου ἐστὶ καὶ τὸ Μηδὲν χρημάτων ἕνεκα πράττειν˙ δεῖν γὰρ τὰ κερδαντὰ κερδαίνειν. ἐποίησε δὲ καὶ ὑποθήκας εἰς ἔπη δισχίλια. εἶπέ τε τοὺς μέλλοντας ἀσφαλῶς τυραννήσειν τῇ εὐνοίᾳ δορυφορεῖσθαι, καὶ μὴ τοῖς ὅπλοις. καί ποτε ἐρωτηθεὶς διὰ τί τυραννεῖ, ἔφη, "ὅτι καὶ τὸ ἑκουσίως ἀποστῆναι καὶ τὸ ἀφαιρεθῆναι κίνδυνον φέρει." ἔλεγε δὲ καὶ τάδε˙ καλὸν ἡσυχία˙ ἐπισφαλὲς προπέτεια˙ κέρδος αἰσχρόν˙ δημοκρατία κρεῖττον τυραννίδος˙ αἱ μὲν ἡδοναὶ φθαρταί, αἱ δὲ τιμαὶ ἀθάνατοι˙

[97] Questa terra di Corinto col golfo sul mare, che gli fu patria, ha Periandro, signore di ricchezza e di sapienza.

Anche noi gli abbiamo dedicato un epigramma: 252*

Mai non t'affliggere se non ottieni una cosa, egualmente godi di ciò che ti concede dio. Ché sdegnato ed avvilito il saggio Periandro se ne andò perché non ottenne quel che voleva.

Di lui è questo precetto: «Non far nulla per danaro: bisogna guadagnare il guadagnabile». Compose esortazioni (ὑποθῆκαι) per duemila versi. Disse che chi volesse essere un tiranno sicuro doveva armarsi di benevolenza, non di armi. Ed una volta interrogato perché mai facesse il tiranno, rispose: «Perché tanto il tenersi volontariamente in disparte quanto l'essere accantonato è pericoloso». Era solito dire pure: la tranquillità è cosa bella, la temerarietà è pericolosa, il guadagno è vergognoso; la democrazia è superiore alla tirannide; i piaceri sono effimeri, gli onori immortali.