[87] Ἐρωτηθεὶς τί γλυκὺ ἀνθρώποις, "ἐλπίς," ἔφη. ἥδιον ἔλεγε δικάζειν μεταξὺ ἐχθρῶν ἢ φίλων˙ τῶν μὲν γὰρ φίλων πάντως ἐχθρὸν ἔσεσθαι τὸν ἕτερον, τῶν δὲ ἐχθρῶν τὸν ἕτερον φίλον. ἐρωτηθεὶς τί ποιῶν ἄνθρωπος τέρπεται, ἔφη, "κερδαίνων."

ἔλεγέ τε τὸν βίον οὕτω μετρεῖν ὡς καὶ πολὺν καὶ ὀλίγον χρόνον βιωσομένους, καὶ φιλεῖν ὡς μισήσοντας˙ τοὺς γὰρ πλείστους εἶναι κακούς. συνεβούλευέ τε ὧδε˙ "βραδέως ἐγχείρει τοῖς πραττοκακούς. συνεβούλευέ τε ὧδε˙ "βραδέως ἐγχείρει τοῖς πραττομένοις˙ ὃ δ' ἂν ἕλῃ, βεβαίως τηρῶν διάμενε. μὴ ταχὺ λάλει˙ μανίαν γὰρ ἐμφαίνει. φρόνησιν ἀγάπα. περὶ θεῶν λέγε ὡς εἰσίν.
[87] Interrogato: «Che cosa è dolce per gli uomini?», «La speranza» rispose. Diceva di giudicare più volentieri una lite tra nemici che tra amici: ché degli amici uno diventerà del tutto nemico, dei nemici uno del tutto amico. Interrogato: «Che cosa procura all'uomo maggior godimento?», «Il guadagno» rispose.
Diceva che bisognava misurare la vita così come se dovessimo vivere e molto e poco tempo, e di amare come se dovessimo odiare, ché la maggior parte degli uomini è malvagia. Dava questi consigli: accingiti lentamente alle opere, ma fermamente persisti nel realizzare ciò che ti sei proposto. Non parlare svelto: è segno di pazzia. Ama la prudenza. Afferma l'esistenza degli dèi.