[83] Πέμπτος ὁ παρὰ τὰς ἀγωγὰς καὶ τοὺς νόμους καὶ τὰς μυθικὰς πίστεις καὶ τὰς ἐθνικὰς συνθήκας καὶ δογματικὰς ὑπολήψεις. ἐν τούτῳ περιέχεται τὰ περὶ καλῶν καὶ αἰσχρῶν, περὶ ἀληθῶν καὶ ψευδῶν, περὶ ἀγαθῶν καὶ κακῶν, περὶ θεῶν καὶ γενέσεως καὶ φθορᾶς τῶν φαινομένων πάντων. τὸ γοῦν αὐτὸ παρ' οἷς μὲν δίκαιον, παρ' οἷς δὲ ἄδικον˙ καὶ ἄλλοις μὲν ἀγαθόν, ἄλλοις δὲ κακόν. Πέρσαι μὲν γὰρ οὐκ ἄτοπον ἡγοῦνται θυγατρὶ μίγνυσθαι, Ἕλληνες δ' ἔκθεσμον.

καὶ Μασσαγέται μέν, ὥς φησι καὶ Εὔδοξος ἐν τῇ πρώτῃ τῆς Περιόδου, κοινὰς ἔχουσι τὰς γυναῖκας, Ἕλληνες δ' οὔ˙ Κίλικές τε λῃστείαις ἔχαιρον, ἀλλ' οὐχ Ἕλληνες.

[83] Il quinto tropo è relativo all'educazione, 244* alle leggi, alle credenze nella tradizione mitica, ai patti tra i popoli e alle concezioni dogmatiche. Esso abbraccia i punti di vista su ciò che è bello e brutto, vero e falso, buono e cattivo, sugli dèi e sulla formazione e corruzione del mondo fenomenico. La stessa cosa per alcuni è giusta, per altri è ingiusta, o anche per alcuni è buona, per altri è cattiva. I Persiani non ritengono strana l'unione corporale con una loro figlia, i Greci al contrario la ritengono peccaminosa. I Massageti, come riferisce anche Eudosso 245* nel primo libro del Giro della terra, ammettono la comunanza delle donne, i Greci non l'ammettono. I Cilici godevano della pirateria, i Greci no.