Κεφ. ε'.

ΒΙΑΣ

[82] Βίας Τευτάμου Πριηνεύς, προκεκριμένος τῶν ἑπτὰ ὑπὸ Σατύρου (FHG III. 162). τοῦτον οἱ μὲν πλούσιον, Δοῦρις δὲ (FGrH 76 F 76) πάροικόν φησι γεγονέναι. Φανόδικος δὲ (FGrH 397 F 4b) κόρας αἰχμαλώτους λυτρωσάμενον Μεσσηνίας θρέψαι τε ὡς θυγατέρας καὶ προῖκας ἐπιδοῦναι καὶ εἰς τὴν Μεσσήνην ἀποστεῖλαι τοῖς πατράσιν αὐτῶν. χρόνῳ δὲ ἐν ταῖς Ἀθήναις, ὡς προείρηται, τοῦ τρίποδος εὑρεθέντος ὑπὸ τῶν ἁλιέων, τοῦ χαλκοῦ, ἐπιγραφὴν ἔχοντος "τῷ σοφῷ", Σάτυρος μέν φησι παρελθεῖν τὰς κόρας - οἱ δὲ τὸν πατέρα αὐτῶν, ὡς καὶ Φανόδικος - εἰς τὴν ἐκκλησίαν, καὶ εἰπεῖν τὸν Βίαντα σοφόν, διηγησαμένας τὰ καθ' ἑαυτάς. καὶ ἀπεστάλη ὁ τρίπους˙ καὶ ὁ Βίας ἰδὼν ἔφη τὸν Ἀπόλλω σοφὸν εἶναι, οὐδὲ προσήκατο.

Capitolo V

BIANTE

[82] Biante, figlio di Teutamo, nacque a Priene. È ritenuto da Satiro 221* il primo dei Sette Sapienti. Alcuni dicono che fu ricco, Duride 222* invece che non aveva una casa propria. Fanodico 223* riferisce che egli riscattò delle vergini di Messenia prigioniere e le allevò come figlie e diede a tutte una dote e le rimandò poi a Messene dai loro padri. Successivamente, come abbiamo accennato, essendo stato rinvenuto da pescatori un tripode di bronzo con l'iscrizione «Al sapiente» le vergini, come riferisce Satiro, 224* o il loro padre, come tramanda Fanodico, si presentarono in assemblea, esposero l'opera di Biante nei loro riguardi e lo proclamarono sapiente. Così gli fu mandato il tripode; e Biante, quando l'ebbe visto, disse che sapiente era Apollo e non volle accettarlo.