[78] ἔλεγέ τε συνετῶν μὲν ἀνδρῶν, πρὶν γενέσθαι τὰ δυσχερῆ, προνοῆσαι ὅπως μὴ γένηται˙ ἀνδρείων δέ, γενόμενα εὖ θέσθαι. "ὃ μέλλεις πράττειν, μὴ πρόλεγε˙ ἀποτυχὼν γὰρ γελασθήσῃ." ἀτυχίαν μὴ ὀνειδίζειν, νέμεσιν αἰδόμενον. παρακαταθήκην λαβόντα ἀποδοῦναι. φίλον μὴ λέγειν κακῶς, ἀλλὰ μηδὲ ἐχθρόν. εὐσέβειαν ἀσκεῖν. σωφροσύνην φιλεῖν. ἀλήθειαν ἔχειν, πίστιν, ἐμπειρίαν, ἐπιδεξιότητα, ἑταιρίαν, ἐπιμέλειαν.

Τῶν δὲ ᾀδομένων αὐτοῦ μάλιστα εὐδοκίμησε τάδε (Bergk III. 198)˙

ἔχοντα χρὴ τόξα καὶ ἰοδόκον φαρέτραν
στείχειν ποτὶ φῶτα κακόν.
πιστὸν γὰρ οὐδὲν γλῶσσα διὰ στόματος
λαλεῖ διχόμυθον ἔχουσα
καρδίῃ νόημα.

[78] Diceva che è degli uomini intelligenti prevedere le difficoltà prima che avvengano, perché non avvengano; degli uomini forti affrontarle e sostenerle di buon animo, quando siano avvenute. Non dire prima ciò che intendi fare: ché, non riuscendovi, sarai deriso. Non riprendere le altrui sventure, se hai paura di Nemesi. Restituisci il deposito ricevuto. Non dir male dell'amico, ma neppure del nemico. Esercita la pietà. Ama la moderazione. Custodisci la verità, la fedeltà, l'esperienza, l'abilità, l'amicizia, la sollecitudine.
Delle sue canzoni che erano cantate nei conviti ebbe speciale rinomanza questa: 210*

Con arco, frecce e faretra avanzare bisogna contro l'uomo malvagio. In nulla fedele è la lingua che ciancia dal labbro, se doppio pensiero è nel cuore.