[75] Τότε δ' οὖν τὸν Πιττακὸν ἰσχυρῶς ἐτίμησαν οἱ Μυτιληναῖοι, καὶ τὴν ἀρχὴν ἐνεχείρισαν αὐτῷ. ὁ δὲ δέκα ἔτη κατασχὼν καὶ εἰς τάξιν ἀγαγὼν τὸ πολίτευμα, κατέθετο τὴν ἀρχήν, καὶ δέκα ἐπεβίω ἄλλα. καὶ χώραν αὐτῷ ἀπένειμαν οἱ Μυτιληναῖοι˙ ὁ δὲ ἱερὰν ἀνῆκεν, ἥτις νῦν Πιττάκειος καλεῖται. Σωσικράτης δέ φησιν (FHG IV. 502) ὅτι ὀλίγον ἀποτεμόμενος ἔφη τὸ ἥμισυ τοῦ παντὸς πλεῖον εἶναι. ἀλλὰ καὶ Κροίσου διδόντος χρήματα οὐκ ἐδέξατο, εἰπὼν ἔχειν ὧν ἐβούλετο διπλάσια˙ ἄπαιδος γὰρ τἀδελφοῦ τελευτήσαντος κεκληρονομηκέναι. [75] Allora dunque i Mitilenesi lo onorarono moltissimo e rimisero nelle sue mani il potere: egli lo mantenne per dieci anni e, dopo aver posto in sicuro ordine la costituzione politica, vi rinunziò. Visse per altri dieci anni: i Mitilenesi gli concessero una terra che egli consacrò agli dèi e che ora si chiama «Pittacia». Sosicrate 204* riferisce che Pittaco ne prese per sé una piccola parte, affermando che la metà è più del tutto. Anche Creso gli offrì ricchezze, ma le rifiutò dicendo che possedeva il doppio di quanto voleva, ché aveva ereditato i beni d'un fratello morto senza figli.