[71] Τῶν δὲ ᾀδομένων αὐτοῦ μάλιστα εὐδοκίμησεν ἐκεῖνο˙ (Bergk III. 199)

Ἐν λιθίναις ἀκόναις ὁ χρυσὸς ἐξετάζεται,
διδοὺς βάσανον φανεράν˙ ἐν δὲ χρυσῷ
ἀνδρῶν ἀγαθῶν τε κακῶν τε νοῦς ἔδωκ' ἔλεγχον.

φασὶ δ' αὐτόν ποτε γηραιὸν ἤδη ὄντα εἰπεῖν ὡς οὐδὲν συνειδείη ἄνομον ἑαυτῷ ἐν τῷ βίῳ˙ διστάζειν δὲ περὶ ἑνός. κρίνων γάρ ποτε φίλῳ δίκην αὐτὸς μὲν κατὰ τὸν νόμον, τὸν δὲ φίλον πείσειεν ἀποδικάσαι αὐτοῦ, ἵνα ἀμφότερα καὶ τὸν νόμον καὶ τὸν φίλον τηρήσαι.

Ἐνδοξότατος δὲ μάλιστα παρὰ τοῖς Ἕλλησιν ἐγένετο προειπὼν περὶ Κυθήρων τῆς νήσου τῆς Λακωνικῆς. καταμαθὼν γὰρ τὴν φύσιν αὐτῆς, "εἴθε," ἔφη, "μὴ ἐγεγόνει, ἢ γενομένη κατεβυθίσθη." καὶ εὖ προὐνοήσατο.

[71] Delle sue canzoni che erano cantate nei conviti ebbe speciale rinomanza quella: 192*

L'oro si sperimenta sulle coti di pietra e dà prova sicura; l'oro pone alla prova la mente degli uomini buoni e cattivi.

Riferiscono che, ormai vecchio, disse di non riconoscere nella sua vita nessun atto contro le leggi, ma di dubitare di uno solo. Una volta infatti egli giudicò la causa di un amico e giudicò secondo la legge, ma indusse l'altro giudice che era suo amico ad assolverlo, perché fossero insieme salvaguardati la legge e l'amico.
Divenne famosissimo tra i Greci per una predizione da lui fatta su Citera, isola lungo la costa laconica. Conosciuta la natura dell'isola, egli disse: «O che non fosse mai esistita o almeno, dal momento che esiste, si inabissasse». E bene previde.