[67] καὶ σὲ φημὶ πάντων τυράννων εἶναι βέλτιστον. ἐπανήκειν δέ μοι Ἀθήναζε οὐ καλῶς ἔχον ὁρῶ, μή μέ τις μέμψηται, εἰ διαθεὶς Ἀθηναίοις ἰσοπολιτείαν, καὶ παρὸν τυραννεῖν αὐτὸς οὐκ ἀξιώσας, νῦν ἐπανελθὼν ἀρεσκοίμην οἷς σὺ πράσσεις (Hercher 637).



Σόλων Κροίσῳ

Ἄγαμαί σε τῆς περὶ ἡμᾶς φιλοφροσύνης˙ καὶ νὴ τὴν Ἀθηνᾶν, εἰ μὴ περὶ παντός μοι ἦν οἰκεῖν ἐν δημοκρατίᾳ, ἐδεξάμην ἂν μᾶλλον τὴν δίαιταν ἔχειν ἐν τῇ παρὰ σοὶ βασιλείᾳ ἢ Ἀθήνησι, τυραννοῦντος βιαίως Πεισιστράτου. ἀλλὰ καὶ ἡδίων ἡμῖν ἡ βιοτὴ ἔνθα πᾶσι τὰ δίκαια καὶ ἴσα. ἀφίξομαι δ' οὖν παρὰ σέ, σπεύδων τοι ξένος γενέσθαι. (Hercher 637).

[67] Tuttavia io affermo che di tutti i tiranni tu sei il migliore. Non riesco a vedere la bellezza di un mio ritorno in Atene, perché temo mi si possa rimproverare di aver prima disposto per gli Ateniesi l'uguaglianza di diritti politici e di essermi opposto nei limiti del possibile alla tirannide, e d'essere poi tornato ad approvare il tuo regime e le tue opere.

Solone a Creso.

Ti ammiro per la tua benevolenza verso di noi; e per Atena, se non avessi assolutamente deciso di vivere in un paese democratico, preferirei vivere alla tua corte anzi che in Atene, ove impera violento il tiranno Pisistrato. Ma a me è più dolce la vita, dove a tutti siano riconosciuti uguali diritti. Tuttavia verrò da te, desiderando di essere tuo ospite.