[7] περί τε δικαιοσύνης λόγους ποιεῖσθαι, καὶ ἀνόσιον ἡγεῖσθαι πυρὶ θάπτειν˙ καὶ ὅσιον νομίζειν μητρὶ ἢ θυγατρὶ μίγνυσθαι, ὡς ἐν τῷ εἰκοστῷ τρίτῳ φησὶν ὁ Σωτίων˙ ἀσκεῖν τε μαντικὴν καὶ πρόρρησιν, καὶ θεοὺς αὑτοῖς ἐμφανίζεσθαι λέγοντας. ἀλλὰ καὶ εἰδώλων πλήρη εἶναι τὸν ἀέρα, κατ' ἀπόρροιαν ὑπ' ἀναθυμιάσεως εἰσκρινομένων ταῖς ὄψεσι τῶν ὀξυδερκῶν˙ προκοσμήματά τε καὶ χρυσοφορίας ἀπαγορεύειν.


τούτων δὲ ἐσθὴς μὲν λευκή, στιβὰς δὲ εὐνή, καὶ λάχανον τροφὴ τυρός τε καὶ ἄρτος εὐτελής, καὶ κάλαμος ἡ βακτηρία, ᾧ κεντοῦντες, φασί, τοῦ τυροῦ ἀνῃροῦντο καὶ ἀπήσθιον.

[7] Discorrevano anche della giustizia e ritenevano empio il seppellimento con la cremazione, pio il congiungersi con la madre e con la figlia, come dice Sozione nel ventitreesimo libro; praticavano l'arte divinatoria e la predizione e sostenevano che gli dèi si manifestavano ad essi e che inoltre l'aria è piena di immagini che per emanazione di vapori penetrano negli occhi di quanti acutamente guardano; proibivano l'uso degli ornamenti vistosi e dell'oro. Indossavano una veste bianca, avevano come letto un giaciglio di foglie, si cibavano di erbaggi, di cacio e di pane ordinario, e si servivano di una canna come bastone, con la quale, dicono, 23* facevano in pezzi il cacio, lo sollevavano e lo mangiavano.