[58] Πρῶτος δὲ Σόλων τὴν τριακάδα ἔνην καὶ νέαν ὠνόμασε. καὶ πρῶτος τὴν συναγωγὴν τῶν ἐννέα ἀρχόντων ἐποίησεν εἰς τὸ συνειπεῖν, ὡς Ἀπολλόδωρός φησιν ἐν δευτέρῳ Περὶ νομοθετῶν. ἀλλὰ καὶ τῆς στάσεως γενομένης οὔτε μετὰ τῶν ἐξ ἄστεως, οὔτε μετὰ τῶν πεδιέων, ἀλλ' οὐδὲ μετὰ τῶν παράλων ἐτάχθη.



Ἔλεγε δὲ τὸν μὲν λόγον εἴδωλον εἶναι τῶν ἔργων˙ βασιλέα δὲ τὸν ἰσχυρότατον τῇ δυνάμει. τοὺς δὲ νόμους τοῖς ἀραχνίοις ὁμοίους˙ καὶ γὰρ ἐκεῖνα, ἐὰν μὲν ἐμπέσῃ τι κοῦφον καὶ ἀσθενές, στέγειν˙ ἐὰν δὲ μεῖζον, διακόψαν οἴχεσθαι. ἔφασκέ τε σφραγίζεσθαι τὸν μὲν λόγον σιγῇ, τὴν δὲ σιγὴν καιρῷ.

[58] Solone fu il primo a chiamare il trentesimo giorno del mese giorno vecchio e nuovo; 167* fu anche il primo, come afferma Apollodoro nel secondo libro Dei legislatori, a fare l'assemblea dei nove arconti per un comune scambio d'idee e di proposte. 168* Quando vennero a contesa quelli della città, quelli della pianura e quelli della costa (οἱ ἑξ ἄστεως, οἱ πεδιεῖς, οἱ πάραλοι), egli non parteggiò per nessuno.
Definiva la parola immagine della realtà, il re l'uomo più forte per potenza, paragonava le leggi alle tele dei ragni, ché queste ritengono quanto in esse cada che sia lieve ed inconsistente, mentre subiscono la rottura da corpi maggiori che riprendono così la loro via. Era solito dire che il sigillo del discorso è il silenzio, il sigillo del silenzio è l'opportunità.